Allarme fisioterapisti abusivi in Italia: come scoprirli

E' allarme fisioterapisti abusivi in Italia, e allora ben venga la campagna "Giù le mani", riferita alle mani dei sedicenti fisioterapisti. Un problema che riguarda 100 mila finti fisioterapisti, addirittura il doppio di quelli veri (50 mila).

Un problema che riguarda i professionisti che devono guardarsi dalla concorrenza 'sleale', e i pazienti che rischiano di affidarsi, senza saperlo, a persone non competenti. E i danni possono essere anche gravi per chi soffre di dolori articolari o peggio.

Per questo l’Associazione italiana fisioterapisti (Aifi) ogni anno, in occasione della giornata mondiale della fisioterapia dell’8 settembre, promuove la campagna "Giù Le Mani", con l'obiettivo di sensibilizzare i cittadini e informare pazienti e operatori.

L'iniziativa è quest'anno giunta al quinto anno di vita, e si conclude il 12 settembre con il "FisioDay". Sarà un sabato di apertura straordinaria degli studi fisioterapici dove sarà possibile recarsi, previa prenotazione, per un consulto gratuito.

Ma come fare a essere sicuri di affidarsi a un professionista? Ecco i 5 consigli per non sbagliare:

1. Verificare il titolo di studio del sedicente fisioterapista, che può esercitare solo se in possesso della laurea in Fisioterapia o titoli equivalenti con decreto del ministero della Salute.

2. Verificare che il titolo di studio sia stato rilasciato in Italia. In caso contrario, controllare che abbia ottenuto il riconoscimento dal ministero della Salute.

3. Verificare l’eventuale iscrizione ad Aifi (l’associazione dei fisioterapisti rappresentativa per decreto ministeriale). Va detto che non è obbligatoria ma sicuramente in caso affermativo è una garanzia non da poco.

4. Verificare che il fisioterapista richieda la documentazione clinica esistente durante la visita.

5. Chiedere sempre il rilascio della ricevuta fiscale, senza Iva, in caso di prestazione effettuata da un libero professionista.

Non abbiate paura di offendere chi vi trovate davanti chiedendo referenze o titoli di studio: se è un vero professionista sarà contento di questa vostra attenzione, che tutela lui per primo dagli abusivi. Chi reagisce male probabilmente non ha la coscienza a posto, motivo in più per diffidare.