Bugiardi si nasce o si diventa?

Bugiardi si nasce o si diventa? Che stiate ponendo la domanda per voi stessi o per capire qualcosa in più del vostro partner, il quesito è quantomai attuale. Partiamo subito da una domanda: perchè si mente, perchè si dice una bugia? Lo scopo, a prescindere dal contesto e dalle motivazioni specifiche, è sempre quello di ottenere un vantaggio per se stessi, in modo disonesto, magari sapendo che nel lungo periodo potrebbe ritorcersi contro facendoci pagare il beneficio ottenuto con gli interessi.

Così, davanti all'opportunità di ottenere ciò che vogliamo, a volte non esitiamo a comportarci in modo scorretto. L'onestà, unico freno a questi comportamenti, è il frutto di una resistenza attiva alla tentazione oppure la capacità di rifiutare la stessa, facendola scivolare via senza che ci tocchi. I ricercatori negli anni hanno osservato che nel cervello di chi si comporta in modo disonesto si attiva un numero maggiore di aree cerebrali e precisamente quelle della corteccia prefrontale destinate al controllo del comportamento. Si tratta di aree che apparivano attive anche nelle situazioni in cui i disonesti finivano per comportarsi bene. Insomma si tratta di meccanismi automatici grazie ai quali le persone più oneste non si pongono neppure il problema della tentazione, mentre le altre si confrontano con il difficile compito di valutare volta per volta le conseguenze delle proprie azioni. Ciò vuol dire che l'onestà sarebbe una questione di "grazia" più che di volontà.

Questo però non vuol dire necessariamente che onesti o imbroglioni si nasce, considerato che il modo in cui si strutturano i circuiti cerebrali non è dettato solo dalla genetica ma anche dall'influenza dei fattori ambientali. Fondamentale anche l'esperienza e le situazioni precedentemente vissute. Se abbiamo mentito una volta e ne abbiamo pagate care le conseguenze, probabilmente in futuro ci penseremo due volte prima di riprovarci, scottati dal fallimento della bugia scoperta. Viceversa, una bugia andata a buon fine che ci ha consentito di ottenere un bel vantaggio, potrebbe indurci a riprovarci, convincendoci che valga la pena farlo e che essere scoperti non è poi così facile.

Ma c'è una eccezione: i cosiddetti bugiardi patologici, persone il cui impulso a mentire è così forte da spingerli a farlo anche quando sanno che non porterà loro nessun beneficio o quando è evidente che non potranno sperare di non essere scoperti. In questi casi c'è un fattore fisico: i soggetti in questione hanno più materia bianca e meno grigia nel cervello rispetto alla media. Insomma non è colpa loro.