Le cinque invenzioni naziste che usiamo ancora oggi

Chi dice Nazismo e Hitler dice crudeltà, violenza, orrori, ingiustizia. Ma dice anche invenzioni straordinarie che, spesso inconsapevolmente, utilizziamo ancora oggi. Ecco le cinque invenzioni naziste che ancora oggi fanno in pianta stabile parte della nostra vita:

VOLKSWAGEN - In seguito a crisi del ’29, Hitler volle sostenere i consumi della classe media dando un'auto anche ai più poveri. E così nel 1937 chiese all’ingegnere Ferdinand Porsche di fondare a Wolfsburg la Volkswagen, le “vetture del popolo”. Che usiamo ancora oggi.

FANTA - Sapevate che la bevanda al succo d'arancia nacque come alternativa alla Coca Cola, bbita che nel 1940 venne bandita dal Reich a causa dell’interruzione degli scambi commerciali con gli USA? Ebbene sì, il corrispettivo alla frutta della Coca Cola nacque sotto il nazismo. Ma il gusto definitivo agli agrumi che conosciamo noi, arriva solo nel 1955.

IL COMPUTER - Ci pensò nel 1937 l’ingegnere Konrad Zuse a progettare e costruire, a casa dei genitori, il primo calcolatore elettronico, un antenato dei moderni computer. Era alimentato da energia elettromeccanica e risolveva lunghe operazioni matematiche in brevissimo tempo, come sottrazioni, addizioni, divisioni e moltiplicazioni.

LE TANICHE PER LA BENZINA - Furono un'esigenza della guerra per lo stoccaggio del carburante. Era il 1936 quando l’azienda Eisenwerke Müller & Co mise a punto speciali taniche da 20 litri per conservare la benzina necessaria all’aviazione e agli altri veicoli nazisti. Poi Hitler, nel luglio del 1937, lanciò la produzione in serie e furono un successo tale che le usiamo ancora oggi.

I CARBURANTI - Reperire carburante durante l’embargo commerciale era difficilissimo e allora la Germania iniziò a produrre petrolio sintetico. La conversione del carbone in carburante era già stato brevettato nel 1913 dal tedesco Frederik Bergius. Ma i nazisti perfezionarono il processo Bergius per produrre grandi quantità di petrolio, come benzina e olio, che servivano per rifornire i mezzi dell’esercito.