Per dimagrire bisogna metter su muscoli: intervista prof. Tatti

Il Prof. Patrizio Tatti, Primario della UOC di Endocrinologia e Diabetologia della RMH Consultant In Endocrinology and Diabetes Presso Princess Diane Hospital (Grimsby, Manchester) Presidente SIMDO (Società Italiana Metabolismo, Diabete, Obesità).
Stare a dieta è difficile come sembra?
In realtà non è facile, ma neppure difficile come sembra. Il primo punto da chiarire è cosa si intende come obesità. Tradizionalmente l’ obesità è stata misurata come Indice di Massa corporea, con la formula peso in Kg / (altezza in metri)2. Ad esempio un soggetto di 95 Kg alto 1 mt e 75 cm ha un Indice di Massa Corporea di 95/(1.75)2=31 Kg/m2. Secondo questo calcolo si è normopeso se il valore ottenuto con questo calcolo è inferiore o uguale a 25, sovrappeso se il valore è compreso tra 25 e 30, ed obesi se il valore supera 30. Chi ha esperienza di questo argomento sa che si tratta di una classificazione approssimativa, che adesso, con le nuove tecniche di misurazione del grasso va considerata superata. Per chiarirci, semplificando al massimo dobbiamo considerare che la struttura del nostro corpo è composta da lipidi (grasso) proteine (muscolo e organi, incluso l’ osso). Si è obesi quando il grasso è in eccesso. Quindi se un soggetto di 175 cm pesa 95 chili, che si dovrebbe quindi considerare sovrappeso – obeso è un atleta ed ha una grande massa muscolare la definizione è sbagliata. Al contrario un individuo con le stesse misure, ma massa muscolare esigua e molto grasso è un obeso grave. Allo stesso modo un soggetto di 175 cm che pesa 80 Kg ma sedentario e con scarsa muscolatura e molto grasso in realtà è un sovrappeso – obeso. Pochi sanno che l’ allettamento prolungato, come può accadere per una frattura o una malattia, porta ad una consistente perdita di muscolo ed ad un accumulo di grasso. Un soggetto normopeso dopo un mese di letto può apparentemente pesare quanto prima, ma l’ organismo è profondamente cambiato, ed è divenuto un “obeso con riduzione del muscolo”, condizione che si definisce “obesità sarcopenica”.
Il mangiare in realtà è una funzione automatica, su cui non dovremmo intervenire. Non dovremmo aver bisogno di stare a dieta, perché un complessissimo sistema di segnali nel nostro corpo in realtà si dovrebbe regolare l’ appetito sui nostri bisogni. SI tratta di una automatismo analogo a quello che accade per il respiro o per il battito cardiaco. Noi non decidiamo quando respirare, od a che velocità deve battere il cuore. Nella vita tutti conosciamo persone che hanno sempre mantenuto un peso adeguato alla loro corporatura senza fare mai diete, e sono quei fortunati, in verità pochi, che hanno questa funzione automatica molto ben regolata. Nella maggior parte di noi questa funzione è saltata, e dobbiamo imporci regole da fuori. Dobbiamo imparare a ragionare come farebbe l’organismo. Ciò significa calcolare quanta energia (“calorie”) ci servono e mangiare sino a coprirle. Purtroppo sulla questione della dieta e del dimagrimento si sono avventati una valanga di avvoltoi che speculano sulla incompetenza o sul desiderio di ottenere risultati immediati. E sono nate delle diete diversissime, talora molto pericolose. Diete chetogene, diete a base di proteine, diete di questo e quel VIP. Chi non ricorda la “bufala “ dello “scioglipancia” di un personaggio che ha avuto seri problemi. E non solo diete, anche cerotti da applicare sulla pelle con pozioni magiche, cinture che sciolgono i grassi, una vera corte dei miracoli. Per non parlare delle pozioni di farmaci, tiroide, diuretici, anfetamine e via dicendo. La maggior parte di questi fanno perdere acqua provocando dannose disidratazioni, o fanno perdere muscolo ed aumentano la percentuale di grasso peggiorando la situazione.
Nessuno però chiarisce che la dieta si deve fare a vita, o si ricade nella condizione di obesità. Per perdere peso, e mantenere il peso si deve comprendere quale è l’errore alimentare di fondo con una anamnesi accurata, comprendere quanto in realtà consumiamo, aumentare la attività fisica per accrescere o quanto meno mantenere la muscolatura. Molti governi per combattere la obesità impongono di mettere sui cibi in vendita nei supermercati la indicazione delle calorie contenute. Purtroppo sia queste iniziative, sia le campagne di prevenzione della obesità hanno scarso successo. Le ragioni sono complesse, ma il punto è che la vera soluzione passa per una scelta personale ed impegnativa che deve accompagnare il soggetto tutta la vita. Il dato positivo è che le abitudini, una volta acquisite, tendono a perdurare, così la abitudine di mangiare e mangiar bene, tende a durare.
Il suo punto di vista sugli integratori alimentari
E’ un caso paradigmatico di prevalenza dell'economia di mercato sulla scienza ed anche sul buon senso. Gli integratori, come dice la parola stessa, servono ad integrare quello che manca ed a parere di chi scrive vanno usati per le persone che hanno un deficit. Un caso tipico è la vitamina D nelle persone che vivono al Nord del mondo, dove la esposizione al sole è scarsa. Dato che vi è un deficit documentato nella popolazione è giusto usare gli integratori. Ed è una scelta fatta dai governi che impongono di addizionare la vitamina D nel latte. Se manca la Vitamina B12 e compare una anemia è logico che si debba dare, come accade per il ferro. Ma dare “integratori” a chi non ne ha bisogno è unicamente una azione commerciale, priva di qualsiasi contenuto scientifico, che in molte occasioni si è rivelata dannosa, e che è sempre pericolosa. Le “vitamine” prese in modo incontrollato possono dare “ipervitaminosi” con gravissimi danni del fegato. Le prove di danni sono numerosissime. Va anche chiarito che nella nostra alimentazione, in particolare nelle aree mediterranee i deficit che vanno integrati sono rarissimi perché le nostre terre sono felici e ci danno quanto ci serve in abbondanza. Se mangiamo di tutto in quantità giusta non abbiamo quasi mai bisogno di “integrare” le tasche dei produttori di facili miracoli
Tre alimenti che non devono mai mancare nel suo frigorifero o nella dispensa e perchè
Certamente non dovrebbero mancare in alcuna dieta verdura, di qualunque tipo, frutta ricca di principi nutritivi, tra cui le vitamine, ed i cereali ricchi di fibre. Anche il pesce contiene Omega 3 ed altre sostanze nutrizionali ed andrebbe consumato qualche giorno alla settimana.
Un cenno a parte va fatto per la carne. Si sospetta che la carne, in particolare le carni rosse, siano responsabili di danni per la salute, compresi i tumori. La scienza non ha una risposta definitiva per questo dubbio, ma va comunque ricordato che il grasso dell’animale tende ad accumulare sostanze tossiche e cancerogene, compresi antibiotici. Certamente molti di noi ricordano la storia della “mucca pazza”, ovvero portatrice del prione che dava la malattia di Crutzfel Jacob.
Un consiglio sull'alimentazione che sorprenda i nostri lettori
Per vivere bene ed avere un corpo armonico si deve raggiungere un equilibrio fisico, che porta anche dei riflessi psicologici positivi. Alcuni consigli per raggiungerlo sono:
1-valutare la composizione corporea. Se la massa magra (soprattutto il muscolo) è scarsa più che fare diete assurde sarebbe bene fare attività fisica.
2-se si ha un peso adatto e si deve mantenere bisogna creare un “allarme antiobesità”, e tra i più efficienti ci sono la taglia dei vestiti ed i buchi delle cinte. Non si dovrebbero mai cambiare queste misure, o la battaglia contro il grasso e la cattiva salute è perduta. Non dobbiamo mai scordare che chi è stato obeso una volta nella vita evidentemente non ha una capacità di autoregolazione dell’appetito e deve affidarsi a segnali esterni di allarme.
3-un altro sistema è pesarsi regolarmente.
Mangiare bene vuol dire...
Avere una vita più gratificante, più sana, essere accettati ed anche invidiati dagli altri, essere oggetto di ammirazione, avere maggior successo nella vita, essere più credibili. Abbiamo detto che non è facile, ma nulla nella vita è gratuito, tutto ha un prezzo. Lo sforzo per ottenere un corpo sano con una buona dieta ed attività fisica è un prezzo che val bene la pena pagare.