Perchè gli animali vanno in calore e l’uomo no?

Vi siete mai chiesti come mai gli animali vanno in calore e l’uomo no? Secondo gli esperti, la colpa, o il merito, a seconda dei punti di vista, è anche del riscaldamento nelle nostre abitazioni. Sappiamo tutti che gli animali vanno in calore, e si accoppiano, solo nei particolari periodi in cui la femmina può essere fecondata. Per la nostra specie funziona in maniera differente, perchè ormai non siamo più influenzati dalle variazioni climatiche. Tutto merito dei vestiti e del fatto che praticamente a tutte le latitudini siamo stati in grado di creare artificialmente, all’interno delle nostre abitazioni, una temperatura più o meno costante tutto l’anno.

Questo consente maggiore stabilità e soprattutto assicura al neonato la stessa probabilità di sopravvivenza in ogni stagione. Non dobbiamo dunque avere paura, come può averla un animale, di fa nascere nostro figlio a dicembre o gennaio, esponendolo al gelo e dunque a morte probabile per carenza di cibo e condizioni meteo avverse. Sappiamo di potergli garantire un ambiente confortevole in qualunque momento dell'anno venga alla luce. Gli animali invece vanno in calore, e si accoppiano, solo nei particolari periodi in cui la femmina può essere fecondata. In modo che poi i piccoli nascano nel periodo più opportuno.

Ma con che frequenza il calore si manifesta negli animali, e con che durata? Dipende, sono tempi che variano nelle differenti specie, e il fattore determinante è proprio il clima: gli animali che vivono in luoghi con condizioni climatiche costanti tutto l’anno, come elefanti e giraffe, non hanno periodi determinati in cui avere l’estro.

Invece le femmine di animali che vivono in zone con stagioni distinte sono costrette ad andare in calore solo in particolari periodi. Un "trucco" che utilizzano per fare in modo di partorire solo quando le condizioni climatiche e la disponibilità di cibo sono le più idonee per la sopravvivenza del piccolo. Ci sono poi distinzioni tra gli animali: alcuni vanno in calore una volta all’anno, come alcuni pipistrelli, gli orsi, i cervi. E invece altri, come i conigli, che vanno in calore molte più volte.