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Quanta frutta mangiare al giorno: sfatiamo i falsi miti

Le straordinarie proprietà della Garcinia Cambogia, frutto indiano, sono conferite da principi attivi che agiscono sulle vie metaboliche della longevità. Principi attivi che si possono trovare anche in altri frutti, molto più comuni sulle nostre tavole e facilmente reperibili nei nostri mercati come fragole, mirtilli, uva rossa, cipolle e peperoncino.

Ma ci sono anche altri cibi che nascondono peculiarità incredibili: basti pensare a ciò che è emerso da una ricerca condotta su Nature qualche tempo fa, secondo cui una sostanza chimica ricavata da un fungo, il Ganedoma lucidum, data a topi adulti, era in grado di prolungarne la vita. Non solo: era in grado di abbassare considerevolmente l'incidenza di cancro e malattie cardiovascolari.

Come si possono sfruttare queste molecole magiche? Chiaro che la sola assunzione dei cibi non può bastare a garantire tutti i benefici di cui sono capaci le sostanze che contengono, piuttosto l'obiettivo finale è quello di purificare queste sostanze per farne prodotti di sintesi, farmaci veri e propri che hanno poi lo stesso effetto del cibo, ma potenziato e concentrato.
Quanta frutta e verdura mangiare al giorno
A conferma che non si può auspicare di assicurarsi tutte le proprietà benefiche di questi alimenti con dosi massicce quotidiane, molti esperti spiegano che la regola delle cinque porzioni al giorno di frutta e verdura va presa con le molle. Nel senso che è difficile mantenere un simile ritmo costante nella dieta, e che anche una quantità inferiore può essere altrettanto benefica. No dunque a ossessioni e regole ferree. Il consumo di frutta e verdura fa bene, ma nessuno ha mai dimostrato che cinque porzioni quotidiane siano meglio di tre o di un'unica porzione abbondante alla settimana.

Insomma il consiglio dei nutrizionisti è sempre quello di variare l'alimentazione, assicurando all'organismo tutti i nutrienti benefici fondamentali con la giusta rotazione, senza ossessioni e falsi convincimenti che rischiano soltanto di trasformare la dieta n una fonte di ansia e nervosismo, più dannosi dei benefici che potrebbe apportare.