Sindrome meteoropatica, stare male quando cambia il clima

Se siete tra coloro i quali stanno male durante una giornata di pioggia, al di là del fastidio di dover uscire con l'ombrello trovandosi imbottigliati nel traffico, state tranquilli, non siete i soli. E nonostante gli scettici facciano fatica a credere che gli eventi atmosferici possano influire così a fondo sulla salute di una persona, ci sono evidenze innegabili.

Il rapido peggioramento di disturbi di cui già si soffre o il repentino cambio di umore legato alle variazioni di elementi climatici, riguardano troppe persone per essere etichettati come coincidenze. Un quarto degli italiani addirittura, secondo le stime, soffre il tempo, inteso come eventi atmosferici e non trascorrere delle ore.

Si tratta di una condizione che ha un nome scientifico, si dice che queste persone sono meteorosensibili e quando il tempo cambia sviluppano una sindrome meteoropatica. Addirittura esiste un campo di studio che si occupa della relazione tra le variabili atmosferiche e gli adattamenti fisiologici conseguenti dell'organismo. Questo ramo della medicina si chiama bioclimatologia medica. Nonostante non siano ancora del tutto chiari come fattori climatici come temperatura, pressione, ionizzazione, elettricità statica dell'aria, precipitazioni, venti possano turbare l'equilibrio psicofisico e il benessere di una persona, è certo che esista una correlazione.

Le ipotesi parlano di una modificazione dell'assetto neuroendocrino: in sostanza cambia la concentrazione degli ormoni e dei neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione dei processi fisiologici. Molto probabile che tutto abbia origine a livello encefalico, vale a dire da una alterazione di melatonina da parte della ghiandola pineale. Solitamente i disturbi meteoropatici preannunciano gli eventi atmosferici, per poi raggiungere il massimo dell'intensità durante l'evento stesso. Poi si attenuano e scompaiono con la fine del perturbamento climatico.

Ci sono poi le sindromi stagionali, che insorgono durante i passaggi di stagione come autunno e primavera e sembrano più che altro legati alle variazioni delle ore di luce diurna.