Ubble, test online che prevede la morte entro cinque anni

Quanti vorrebbero sapere la data della propria morte? Tutti se fossero sicuri fosse molto lontana, magari a 100 anni. Quasi nessuno se c'è la possibilità che la scadenza sia a breve. Non fornisce giorno e ora, ma 'Ubble', test online accessibile sul sito 'www.ubble.co.uk', è in grado di stabilire se siete a rischio decesso nel giro di cinque anni. Cos'è? E' un test con basi scientifiche realizzato da alcuni studiosi in Svezia e di cui parla l'ultimo numero della rivista scientifica Lancet.

Ma come fa a capire se stiamo per morire o se godiamo di buona o ottima salute senza nemmeno visitarci? Entra in gioco la statistica, perchè ci sottopone a una decina di domande, 11 per le donne e 13 per gli uomini, che gli consentono di farsi un quadro del nostro stile di vita, di fattori ereditari e ambientali, in modo da capire se siamo a rischio.

Qualche esempio? Ci viene chiesto se fumiamo, se siamo malati di diabete o di malattie cardiache, se abbiamo avuto decessi in famiglia. Ma ci chiede anche quante auto abbiamo e con chi viviamo. Insomma domande a prima vista banali ma che nascondono uno stile di vita che può influnezare nel bene o nel male, la nostra aspettativa di vita.

Il test lo possono fare solo coloro i quali hanno almeno 40 anni. Prima evidentemente la statistica non può racontare e prevedere abbastanza. Non possono fare il test nemmeno le persone che hanno più di 70 anni, per motivi opposti. Ubble sfrutta i dati raccolti dallo studio UK Biobank che contiene informazioni sulla salute di 500mila volontari britannici. A chi pensa che sia un test alla leggera rispondono gli esperti spiegando che impiega complessi algoritmi grazie ai quali sono stati individuati una decina di fattori chiave per il rischio mortalità.

Fa riflettere, ad esempio, che Ubble ci chiede se fumiamo in questo momento, e non se abbiamo fumato in passato. La conferma che conviene smettere di fumare in qualunque momento, perchè i benefici sono comunque enormi.

"Speriamo che grazie al punteggio che emerge dal test i medici potranno identificare velocemente e facilmente i rischi maggiori per i pazienti", auspica Andrea Ganna, co-autore italiano dello studio e ricercatore del Karolinska Institutet in Svezia.